Morlupo - Guida Turistica

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Castello degli Orsini
 Il castello attuale fu ricostruito dopo che quello precedente di epoca medioevale andò distrutto nel 1433. Il castello si trova in fondo alla Via del Corso ed e’ disposto come sbarramento di protezione dell'ingresso al Rione Mazzocca, in quanto detto rione e’ naturalmente protetto dagli altri lati da profondi e scoscesi dirupi. Esso era certamente munito di mastio, dalla cui sommità si poteva scorgere il sistema di Torri di vedetta verso la Flaminia, e verso la Tiberina. Nel XVI secolo, Antimo Orsini, volendo lasciare un segno evidente della sua signoria sul paese da via ad un'opera di trasformazione del Castello. Il progetto rispecchia nell'impostazione gli schemi tipici della residenza principesca rinascimentale; la pianta ripropone un lessico architettonico di derivazione sangallesca ampiamente diffuso nel Lazio. Gli ambienti, perfettamente simmetrici, sono disposti intorno ad un cortile quadrato con un lato porticato dal quale si accede alla scala principale. Anche gli ingressi sono simmetrici e rivolti l'uno verso la piazza principale (Piazza Giovanni XXIII), l'altro verso il borgo. Con il rifacimento della Porta Romana venne anche attuata la ristrutturazione della torre, definitivamente unita al castello mediante la creazione di un passaggio coperto. Sulla nuova porta figura il leone rampante degli Orsini - Aldobrandeschi ed il lupo con il gallo, simbolo della comunità di Morlupo. I lavori di costruzione del Castello terminarono nel 1598, il prospetto principale domina completamente la piazza castellana e su ciascun architrave è inciso il nome Antimus Ursinus. Pochi anni dopo, nel 1613, gli Orsini vendono il feudo alla famiglia Borghese e da questo momento il Palazzo perde la sua importanza, non più abitato dal feudatario diviene la residenza del Governatore ed è in gran parte utilizzato come granaio. Nel 1652 viene realizzata la Scala sulla Piazza, a destra dell'ingresso principale.
Palazzetto Borghese
 Il Palazzetto Borghese fu costruito agli inizi del 1600. Si trova all'incrocio di quelle che allora erano le due strade più importanti, la via verso la Flaminia per Roma (attuale Corso Umberto I) e la via per Capena che conduce sulla Via Tiberina nella valle del Tevere (attuale Via Cesare Battisti). La costruzione è addossata alla retrostante collina, ha una planimetria irregolare e i due prospetti d'angolo conservano un aspetto severo per il rigore compositivo e la compattezza delle partizioni. L'unico elemento decorativo è rappresentato dalle modanature che incorniciano l'ingresso e il soprastante balcone. L'edificio era di proprietà della famiglia Mattei come testimoniano lo stemma, esistente all'interno. Nel 1624 l'edificio diventa di proprietà del Principe Borghese. Alla fine dell'ottocento esso era utilizzato come sede comunale. Attualmente è di proprietà privata ed è stato completamente restaurato. E’ utilizzato per organizzazione di mostre e convegni.
Chiesa S. Giovanni Battista
 La chiesa si trova in P.ZZA GIOVANNI XXIII (Rione Mazzocca). La sua fondazione risale al IX secolo; fu completamente ristrutturata nel '500 ad opera di Antimo Orsini. L'impianto planimetrico, ad unica navata con cappelle quadrilatere, transetto non emergente e presbiterio quadrato, si ritiene derivato dagli schemi del gotico francese adottati in Spagna nella prima metà del XVI secolo. Tuttavia agli inizi del XIX secolo la Chiesa è nuovamente in condizioni precarie e nel 1819 il vescovo ne decreta l'ampiamento con lo sfondo dell'altare maggiore e la creazione di una cappella. Nel 1905 vengono eseguiti i lavori di ristrutturazione, la realizzazione della scalinata esterna risale al 1922 e gli ultimi interventi di restauro sono del 1962, durante i quali viene rimosso il controsoffitto ligneo ottocentesco.
Chiesa di S. Maria Assunta
 Fu realizzata nel XIV secolo su un'altura all'esterno del Castrum. Attorno ad essa, sulle pendici del colle, si trova un piccolo "borgo" che da il nome all'omonimo rione, oggi completamente inglobato dalla ristrutturazione ottocentesca dell'area.
Convento di S. Maria Seconda
 Il convento si trova in via Fra’ Carlo da Sezze, traversa di via San Michele che conduce dalla Flamini al centro del paese, poco oltre il Cimitero Comunale. La costruzione del Convento risale al XVI secolo. Esso fu edificato dai Francescani sul luogo di un antico dormitorio dei Frati Clareni, del quale rimane traccia dell'affresco ancora esistente nella parete destra della Chiesa. Uno dei pilastri del chiostro conserva incisa la data del 1525. L'impianto classico si sviluppa intorno al chiostro, con il Giardino e la Fontana al centro; uno dei lati è addossato alla Chiesa, mentre quello opposto ospita il refrettorio. L’impianto originario del Convento subì modifiche e ampliamenti fra il 1628 ed il 1633.
Parco di Veio: a 2 Km dal paese lungo la Via Flaminia
 Costituito nel 1997 il Parco si estende su circa 15.000 ettari comprendenti parte del territorio di Morlupo. Al suo interno si trovano i resti archeologici dell’antica citta etrusca di Veio, L'area del Parco risulta di notevole interesse anche dal punto di vista faunistico. Sono state censite 145 specie animali presenti nel territorio, alcune delle quali estremamente rare, come la farfalla Poecilocampa canensis. Ampiamente rappresentati sono gli uccelli, sia stanziali che di passo, in particolare i rapaci come il nibbio bruno, la poiana ed il gheppio.Tra i mammiferi sono diffusi il riccio, l'istrice, il tasso, il cinghiale e la volpe. Per quanto riguarda gli anfibi ed i rettili, sono diffusi il tritone crestato ed il tritone punteggiato, la rana verde, la rana greca, la rana agile, la testuggine d'acqua dolce, il cervone, il saettone.
Monte Soratte: si trova a 14 Km da Morlupo, sulla Flaminia direzione Nord, nel comune di Sant’Oreste.
 Il Monte Soratte (altezza 691 m.) si erge solitario tra le colline della Tuscia romana di cui costituisce la cima piu' elevata. E' costituito da rocce calcaree formatesi nel Pleistocene. Caratteristica del luogo sono i “Meri”, tre grandi voragini, che si trovano sulla alla base orientale della montagna. Questi pozzi, comunicanti fra loro e profondi circa 115 m, rivestono un notevole interesse speleologico. In particolare il Mero Grande è costituito da un pozzo verticale profondo diverse decine di metri e con un diametro di 20m. Dalla cima del monte, raggiungibile a piedi dal paese di Sant’Oreste, si ammira un panorama spettacolare di tutta la Valle del Tevere. Sul monte sono stati eretti nei tempi vari edifici di culto sia pagano, che cristiano e numerosi eremi medievali: S. Lucia, S. Antonio, Madonna delle Grazie, S. Sebastiano fino a giungere alla vetta con l'antica abbazia di S. Silvestro. Suggestiva la chiesa rupestre dedicata a Santa Romana raggiungibile con un percorso separato.
Riserva naturale di Tevere Farfa: si trova a circa 20 Km da Morlupo sulla via Tiberina
 La riserva si estende su un'area di 700 ettari lungo il corso del Tevere a nord di Roma. La Riserva Naturale Regionale Tevere Farfa, fu la prima ad essere istituita nella Regione Lazio(1979). Essa nasce in corrispondenza di uno sbarramento sul fiume (diga Enel) che, col tempo, ha portato alla formazione di un laghettoParadiso di birdwatcher e di fotografi naturalisti, in grado di avvistare anatre selvatiche, gru e cicogne, aironi e falchi pescatori, nella riserva si alternano diversi tipi di ambienti: dai canneti al bosco umido e ripariale, dal fiume ai campi coltivati, che rendono il paesaggio straordinariamente vario e popolato da una fauna d'eccezione.